Max Stirner – L’unico e la sua proprietà

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Da “Max Stirner: l’Unico e la comunicazione filosofica di Felis”
Nel panorama della filosofia moderna il “caso Stirner” merita forse una certa considerazione, soprattutto in virtù della radicalità teoretica dell’autore che interpreti coraggiosi tendono ad accostare sempre più a figure ben più note del pensiero filosofico tra Ottocento e Novecento, e vale a dire in particolar modo Friedrich Nietzsche e Karl Jaspers. “Stirner porta avanti il discorso tipico della ragione illuministica, mostrandone, anche se indirettamente, i limiti intrinseci: se condotta fino alle sue ultime conseguenze, essa ci porta di fronte al nulla come vuoto nulla. Di qui il suo particolare nichilismo. (…) Questo è un problema che S. non approfondisce ulteriormente. Si deve soprattutto a Nietzsche il merito di avere ripreso e portato avanti tale problematica, che riguarda il fondamento del singolo uomo. (…) A mio avviso, dopo Nietzsche l’eredità di S. viene ripresa e portata avanti in modo particolare da Jaspers, che non a caso definisce il proprio pensiero come filosofia della ragione e della libertà”. (1) Il primo interprete contemporaneo che sia riuscito a rivitalizzare l’attenzione intorno all’opera del grigio Johann Caspar Schmidt, originario di Bayreuth in Baviera (la futura capitale del wagnerismo), che passerà la sua vita in una pressoché totale anonimità riscattata solo dalla riscoperta postuma, grazie soprattutto all’autentica devozione che gli porta il pensatore autodidatta anarchico tedesco J.H. Mackay (che lo farà letteralmente resuscitare dall’oblio alla fine del secolo scorso), è singolarmente Karl Löwith, che nella celeberrima opera “Da Hegel a Nietzsche” contribuisce non poco a riaccendere l’interesse su un autore considerato, forse a torto, un “minore” nella stupefacente nidiata di teorici della filosofia post-hegeliana del secolo passato. Il richiamo che Löwith sostiene è però quello del rapporto tra S. e il quasi parallelo ma distinto percorso teoretico kierkegaardiano : “La tesi stirneriana dell’»Unico» è contemporanea al fondamentale concetto kierkegaardiano del «singolo», il quale «si accontenta di sé dinanzi a Dio». Entrambi non credono più alla realtà umana dell’umanità attuale e alla realtà cristiana della moderna cristianità. (…) …l’Io basato sul nulla di Stirner rappresenta un tentativo di spezzare il cerchio cristiano, iniziatosi con la predicazione di Cristo e conclusosi con le chiacchiere degli uomini (…).Per Stirner l’umanismo rappresentava l’ultima forma e la fine del cristianesimo; per Kierkegaard, invece, il vero cristiano è il contrario di ciò che esso è diventato nel corso del tempo, cioè dell’umanità e della cultura.”(continua)

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One Response to Max Stirner – L’unico e la sua proprietà

  1. Doris says:

    Amazing!

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