Noam Chomsky, Edward S. Herman – La fabbrica del consenso

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Un libro imprescindibile per chiunque voglia  avere a che fare con gli strumenti adoperati dalle classi al governo, per reprimere l’opposizione e manipolare a proprio piacimento l’opinione pubblica.

Gli autori si cimentano  nell’analisi di un fenomeno che potrebbe apparire ovvio, cioè il fatto che i mass media  “servono a mobilitare l’appoggio della gente agli interessi particolari che dominano lo stato e l’attività privata”, tuttavia l’apparente democraticità dell’informazione rende questa tesi tutt’altro che ovvia. L’analisi, che si basa su un mole immensa di fonti (come è solito fare da Chomsky), finisce, inevitabilmente, per dimostrare la tesi di partenza attraverso una comparazione sistematica di casi simmetrici di uso dell’informazione.

Nella prima parte, direi il cuore del libro, viene definito il modello di propaganda, 5 punti attraverso cui l’informazione è filtrata: “dimensione, proprietà e orientamento al profitto dei mass media”, pubblicità come licenza di stare sul mercato”, “scelta delle fonti da parte dei media”, “attacchi polemici ai mass media e accreditamento delle posizioni di destra”, “anticomunismo come meccanismo di controllo”.

Nei capitoli successivi questo modello è applicato a diversi casi al quanto significativi. Giusto per rendere l’idea, il primo capitolo successivo alla definizione del modello si intitola “non tutte le vittime sono uguali” ovvero :

 

Un sistema di propaganda , in coerenza con le proprie finalità, presenterà le persone perseguitate dai propri nemici come meritevoli di considerazione e quelle trattate con crudeltà uguale o superiore dal proprio governo o dai suoi alleati come vittime non meritevoli di considerazione.

Questo libro, uscito nel 1996, avrà sicuramente bisogno di qualche aggiornamento (oggi mi pare che la propaganda sia focalizzata su questioni altre rispetto al comunismo, per esempio) ma nella sua essenza e anche nella struttura generale rimane un caposaldo della critica del sistema di poteri che tiene in scacco milioni di vite umane.

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