Voltairine de Cleyre – L’Idea Dominante

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(Parte dello scritto)

Su ogni cosa vivente, se uno osserva con rigore, è tracciata la linea d’ombra di un’idea – un’idea, morta o viva, qualche volta più forte quando morta, con linee rigide, ferme che marcano l’incarnazione vivente con l’impronta austera immobile del non esistente. Giornalmente ci moviamo tra queste ombre inflessibili, meno permeabili, più dure del granito, con l’oscurità dei secoli in loro, dominanti i mutevoli corpi viventi con anime morte immutabili. E incontriamo, anche, anime vive che dominano corpi moribondi – le idee viventi predominano sul declino e la morte. Non pensiate che io parli soltanto della vita umana. L’impronta della duratura o della mutevole Volontà è visibile nel filo d’erba radicato nella sua zolla di terra, come nel filo di ragnatela di un essere che fluttua e ondeggia distante sopra le nostre teste nel libero mondo dell’aria. Idee predominanti dovunque! Avete mai visto un fiore di una pianta rampicante morta? Io l’ho visto. La scorsa estate coltivavo alcune piante di convolvolo purpureo rampicanti fin sopra un balcone del secondo piano; e ogni giorno spalancavano e ondeggiavano nel vento i loro fiori bianchi striati di porpora, ammiccanti al sole, radioso con la vita rampicante. Più in alto ogni giorno le verdi cime strisciavano, portando il loro seguito di ventagli che si allargavano ondeggiando davanti ai fiori alla ricerca del sole. Ed ecco improvvisamente una disdetta, un bruco roditore o un bambino birichino spezzarono in basso una pianta, la più bella e la più ambiziosa, naturalmente. […]

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