Concezione Confederale del Comunismo Libertario – CNT (1936)

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Presentazione
Abbiamo ritenuto opportuno presentare questo storico documento come utile compendio a quanti, nella carenza di materiali riguardanti la Rivoluzione spagnola del ‘36, simpatizzanti, militanti del sindacalismo di base, semplici lettori e compagni desiderino confrontare le idee guida, gli aneliti, le speranze e le proposte concrete che l’anarco-sindacalismo iberico rivolgeva al proletariato tutto alla vigilia appunto degli eventi rivoluzionari. Il Congresso della CNT del 1936 traccia a grandi linee la concezione confederale del Comunismo libertario e lo fa con la mozione che in questo opuscolo abbiamo editato. In tale mozione si ha una sintesi di due tendenze all’interno dei sindacati; l’una più chiaramente sindacalista rappresentata da militanti come De Santillan e l’altra a favore delle Comuni sostenuta da Urales ed Isaac Puente, medico rurale assassinato dai fascisti ed autore tra l’altro di un importante saggio sulla nuova società comunista libertaria. Le realizzazioni delle collettività, organismi che superavano il concetto stesso di Comune e di sindacato, le socializzazioni, le libere federazioni a livello provinciale e regionale nel solco tracciato dal lavoro di preparazione e di maturazione sociale e sindacale dei militanti della CNT stanno a dimostrare la giustezza della proposta Comunista libertaria e delle idee anarchiche. Ma riteniamo che l’importanza del documento (o di altre testimonianze sulla rivoluzione libertaria spagnola a sessanta anni dall’evento) non sia meramente di documentazione storica: la sua attualità è per noi evidente e così dovrebbe essere per tutti coloro che di fronte al crollo del comunismo autoritario, al fallimento del riformismo politico di origine marxista, alla situazione di sfruttamento planetario da parte del capitalismo, al dominio statale e all’integralismo religioso, intendano operare per la liberazione dell’uomo. La mozione CNT del 1936 sul Comunismo Libertario è davanti ai nostri occhi, è scritta con il linguaggio di allora, con i condizionamenti e con le speranze dei luoghi e dell’epoca, sta a noi, agli sfruttati agli studenti, ai salariati, ai lavoratori dei campi, agli impiegati nelle cooperative, agli immigrati, ai sottoccupati ed ai diseredati di tutto il mondo riscrivere con l’azione diretta, con l’autogestione delle lotte, il programma di un mondo libero, di riscrivere insomma per l’oggi la mozione sul Comunismo Libertario.
Il Circolo Culturale “Errico Malatesta”
F.A.I. – Livorno

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