Noam Chomsky – Le strutture della sintassi

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Questo studio riguarda la struttura sintattica sia in senso lato (in quanto opposta alla semantica) sia in senso stretto (in quanto opposta alla fonemica e alla morfologia). Esso fa parte di un tentativo di costruire una teoria generale formalizzata della struttura linguistica e di indagarne i fondamenti. La ricerca di formulazioni rigorose nella linguistica è giustificata da motivi molto più seri del semplice interesse verso sottigliezze logiche o del desiderio di purificare metodi di analisi linguistica già affermati. Se i modelli di struttura linguistica vengono costruiti in modo rigoroso possono svolgere un ruolo importante, sia in senso positivo sia in senso negativo, nello stesso procedimento di scoperta. Spingendo una formulazione rigorosa ma inadeguata ad una conclusione inaccettabile, possiamo mettere in luce la fonte di questa inadeguatezza e guadagnare, di conseguenza, una comprensione più profonda dei dati linguistici. In senso positivo, una teoria formalizzata può offrire automaticamente una soluzione a problemi diversi da quelli per i quali è stata esplicitamente costruita. Nozioni oscure e legate all’intuizione non possono né condurre a conclusioni assurde né offrire soluzioni nuove e corrette, e quindi sono inutili in entrambi i sensi. Penso che i linguisti che hanno messo in dubbio il valore di uno sviluppo tecnico e rigoroso della teoria linguistica non siano riusciti a scorgere la potenzialità produttiva insita nel metodo di forimulare esplicitamente una teoria proposta e applicarla rigorosamente ai dati linguistici, senza cercare di evitare conclusioni inaccettabili mediante rettifiche ad hoc o formulazioni vaghe. I risultati che si riportano qui sono il frutto di un tentativo consapevole di seguire questa via in modo sistematico, e poiché questo fatto può essere oscurato dalla informalità della nostra presentazione, è opportuno sottolinearlo.
In particolare, esamineremo tre modelli di struttura linguistica e cercheremo di determinarne i limiti. Troveremo che sia un modello molto semplice tratto dalla teoria della comunicazione sia un modello più potente che incorpora gran parte di ciò che oggi si chiama «analisi in costituenti immediati» non sono adeguati agli scopi della descrizione grammaticale. L’esame e l’applicazione di questi modelli mette in luce alcuni fatti importanti riguardanti la struttura linguistica e varie lacune all’interno della teoria linguistica: in particolare, l’incapacità di render conto di certe relazioni che intercorrono tra le frasi (come quella tra attivo e passivo). Svilupperemo poi un terzo modello di struttura linguistica, un modello trasformazionale, che è per molti rispetti più potente del modello basato sull’analisi in costituenti immediati e riesce a render conto di tali relazioni in modo naturale. Formulando accuratamente la teoria delle trasformazioni e applicandola all’inglese, scopriamo che essa riesce a spiegare un vasto ambito di fenomeni al di là di quelli per i quali è stata specificamente costruita. In breve, vedremo che la formalizzazione può realmente svolgere i due compiti (positivo e negativo) cui abbiamo accennato sopra.

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