Paolo Valera – Giovanni Giolitti

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Si può dire che Giovanni Giolitti si è iniziato nella politica come crispino. I primi movimenti furono tali. Figlio di un impiegato dello stato anelava uscirne per salire. Egli era intimo di due giornalisti che avevano fatto storia. Firmarono tutti e tre la circolare che invitava il collaboratore massimo della liberazione siciliana a un grande banchetto politico a Torino. I due firmatari, compagni di Giolitti, erano Bottero, direttore della Gazzetta del Popolo, e Roux, direttore della Piemontese. Fu una amicizia durata poco. Una volta nel gabinetto Giovanni Giolitti si è sentito raffreddato. Crispi lo chiamava nei dietroscena con soprannomi antipiemontesi e antipatici. Li li per salire al posto di presidente dei ministri Crispi gli fu ingrato. Gli portò via dei mattoni di sotto i piedi.

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