Anarchismo. Rivista Bimestrale (1975)

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Ancora una volta il problema della pubblicistica anarchica. In Italia, come pure in altri paesi, con sfumature diverse, il problema è lo stesso. Difetto nell’interpretazione di certe realtà di lotta e di certi problemi, carenza nello sviluppo delle analisi, approssimazione nelle prospettive di lavoro teorico. Accanto a queste carenze si ha la sopravvivenza di certi strumenti (riviste e giornali) che hanno fatto il loro tempo e la nascita di nuovi strumenti che spesso finiscono per ricalcare difetti e limitazioni dei precedenti. Da ciò emerge chiaramente la necessità di ulteriori tentativi che possono anche non colpire nel segno la prima volta ma che devono, proprio per questa necessità di fondo che tutti individuiamo, essere ripetuti diverse volte in condizioni diverse.

È in questa direzione che tempo addietro iniziammo la pubblicazione del numero unico Sinistra Libertaria che doveva trasformarsi in periodico ma che venne immediatamente stroncato dall’ostilità e dall’incomprensione di certi compagni e dalla repressione poliziesca e giudiziaria. Ed è con intendimenti simili che facciamo adesso nascere questo nuovo strumento diretto alla chiarificazione di problemi teorici essenziali proposti all’attenzione dalla contingenza di certi accadimenti. Speriamo che questa rivista possa mantenersi ad un livello di analisi sufficientemente elevato evitando di scadere nella teoria per la teoria, costruendo un discorso coerente capace di individuare la vera matrice dell’anarchismo, che non è soltanto un vacuo rammaricarsi, che non è la dottrina del mugugno, ma è penetrazione analitica in vista della preparazione alla lotta, direzione precisa di pensiero, mantenuta costante anche quando può apparire sgradevole. In questo modo si ha la possibilità di costruire, nel tempo, un punto di riferimento per tutti i compagni che vogliano uscire dall’apatia dei fogli periodici tradizionali, come pure dal patetico fallimento di quei fogli che con tanta buona volontà si presentavano, all’inizio, come una nuova soluzione.

Certo un foglio è una grossa arma ideologica, per cui torna, costante, la preoccupazione del gruppo redazionale di non trasformarsi in gruppo di potere, di diventare, in altre parole, il portavoce di se stesso, finendo per parlare un linguaggio da iniziati per nulla capace di agire sugli altri. È per questo che abbiamo cercato di allargare, per quanto possibile, la collaborazione a livello internazionale, cercando di ottenere un continuo ricambio di idee che riteniamo non mancherà di dare i suoi frutti all’interno della dimensione italiana. La cosa non impedirà la trattazione di quei problemi che sono fondamentali per la nostra situazione, in particolare quelle analisi di fondo che rendono possibile l’azione stessa formando la base necessaria per la penetrazione a livello di massa. Il resto, per il momento, non può essere che buona volontà.
LA REDAZIONE

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